180-Foglia al vento

Avere tutto e avere la sensazione di non avere niente.

Essere obbligata ad aspettare, ad aspettare tanto, mi aveva come fiaccata.

Mi sentivo una foglia al vento. Una foglia che da verde che era stata si ritrovava ad essere diventata di un giallo smorto e sbiadito. Trasportata passivamente da forze esterne. Sempre in movimento, in un perenne volo imposto  e in attesa di essere deposta chissà quando e chissà dove.

Mi sentivo assolutamente non stimolata.

Sveglia. Sistemati. Vai al lavoro. Otto ore dentro un negozio a vendere abiti di lusso a totali estranei che mi sembravano avere di più e meglio di me. Sorridi. Nascondi quella strana sensazione dietro un bel viso. Rientra a casa quando fuori è già buio in una stanza che non hai mai sentito tua. Struccati. Lavati. Mangia. Rilassati, ma non troppo perchè l’indomani ti aspetta il dovere e poi al letto a dormire. Riposati per affrontare il giorno successivo.

Tutti i giorni. Sempre la stessa routine. Sempre con questa strana sensazione di vivere una vita che senti come estranea, senza colori, in un corpo che conosci da una vita eppure nel quale ti senti stretto.

Avevo perso il mio fuoco?

Dove era di finita la passione con cui affrontavo la mia quotidianità?

Avrei voluto essere un robot. Non avere un cuore. Non avere alcuna percezione nervosa perché la sensibilità della mia pelle mi infastidiva. Contemporaneamente, però, volevo essere così sensibile da poter bruciare per il tocco delle dita di Fabrizio.

Stranamente mi arrabbiavo perché mi sentivo come anestetizzata ma altrettanta rabbia mi dava l’ assenza della mia vecchia fame di vivere.

Avevo voglia di sentirmi affamata ma  il pensiero del cibo mi dava la  nausea. Avevo voglia di uscire con gli amici ma il pensiero di dovermi preparare mi fiaccava. Non avevo neppure voglia di scrivere…Non avevo di che scrivere…Mi sentivo vecchia dentro i miei vent’anni .

La vita di chiunque altro mi sembrava migliore della mia. Combatti per avere il tuo meglio allora! Potevo arrivare ovunque volessi!…Quale era il mio meglio? Dove volevo arrivare?…Mi ponevo domande alle quali non avevo alcun a voglia di rispondere. Mi sembrava non di vivere ma di sopravvivere ad ogni giornata.

Un pensiero su “180-Foglia al vento

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