Parlo spesso di egoismo.
Neppure io ne ero immune.
Ricostruendo gli anni del mio passato mi è venuto alla mente un’episodio del quale non trovo traccia tra le mie pagine.
Non lo trovo perchè l’episodio non riguardava me.
Riguardava mio fratello.
Non ricordo le ragioni dell’ennesima discussione se non che era lui a trovarsi nell’occhio del ciclone.
Io mangiavo in silenzio, grata di non trovarmi al suo posto.
Quante volte mi aveva dato fastidio il suo modo di ignorare le discussioni domestiche eppure io mi comportavo nello stesso identico modo.
Sono certa che il litigio fosse dovuto al qualche cattivo voto o compito.
La voce di mia madre sempre più alta ed isterica, Javier a rispondere, con voce più bassa ma con altrettanta rabbia.
Ho smesso di ascoltarli. Di seguirli. messi in modalità muto.
Io e mi mio padre continuavamo a mangiare.
Rumore improvviso di una sedia tirata indietro, tempo di girarmi e vedere mio fratello sbattere la testa addosso ad uno spigolo del muro della cucina.
La faceva con intenzione.
Con violenza.
Una. Due. Tre volte.
Avrebbe continuato se io e mio padre non lo avessimo bloccato.
Aveva la fronte scorticata.
Si vedeva il rosso di una piccola quantità di sangue.
Con le ginocchia tremolanti l’ho accompagnato in bagno.
mi ha fatto tenerezza, vedere la sua fragilità mi ha scossa.
Mio padre sgridava furibondo come non mai mia madre chiedendole quando l’avrebbe piantata di comportarsi come una pazza.
Li sentivo litigare dal bagno.
Lei era furiosa che papà le desse contro.
Incredibile.
“Loro sono diventati così per colpa tua! Non ti sei mai comportato da padre!”.
Si davano l’uno addosso all’altro.
Ho messo una pezza bagnata con acqua fredda sulla fonte di mio fratello.
Tremava.
L’ho accarezzato, baciato e stretto tra le mie braccia.
Mio padre è venuto a vedere come stesse.
E’ rimasto il tempo di accertarsi che fosse tutto a posto e che io lo stessi calmando mio fratello, poi si è andato a sedere in salone.
Da solo.
In silenzio.
Pian piano mio fratello ha smesso di tremare.
“Perchè lo hai fatto? Mi hai spaventata terribilmente”,
“Non volevo più sentirla parlare. Non riuscivo più a resistere. Dovevo farla smettere”,
“E per farlo hai dovuto sbattere la testa addosso al muro? Ti sembra normale?”,
“No. Ho agito d’impulso…Mi sono quasi ritrovato davanti al muro…Nemmeno sentivo dolore”,
“Io lo sentivo al posto tuo: è stato bruttissimo vederti fare una cosa del genere. Mai per niente e per nessuno al mondo devi arrivare a farti del male”,
“Hai ragione”.
In questo breve scambio di parole lei ha avuto il coraggio di venire in bagno per dire a mio fratello che era matto; io le ho chiuso la porta in faccia e lei non ha reagito alla cosa: è andata in cucina a sistemare, a buttare una cena che nessuno aveva la minima intenzione di terminare.
Questo nostro commento è diretto soprattutto alle persone che leggeranno il blog, specialmente quelle che ci conoscono per la nostra serietà e sincerità, perché sappiano, anche se solo in maniera sommaria, tutte le difficoltà che abbiamo e che stiamo tuttora affrontando.
Ricordo quando prendemmo la decisione di fare qualcosa di utile a fin di bene. Infatti mia moglie non aveva impegni di lavoro, quindi decidemmo di renderci disponibili ad adottare due fratelli, questo in particolare lo volle mia moglie pensando che si sarebbero potuti aiutare tra loro.
Eravamo pieni di entusiasmo e pronti a dare affetto a due bambini, aiutandoli ad avere un futuro migliore, partimmo in aereo per la Colombia, accompagnati da un amico fraterno all’aeroporto.
Quando arrivammo all’istituto ci informarono che erano bambini difficili anche per il fatto che erano grandi.
Venuti in Italia i primi anni non furono particolarmente problematici, forse perché ancora piccoli.
I problemi più gravi si presentarono durante l’adolescenza e negli anni successivi, perché avremmo voluto da loro un maggior impegno scolastico, sempre finalizzato al loro bene futuro.
In questo riconosco che la parte più gravosa fu assolta da mia moglie, che con grande spirito di serietà e gran pazienza cercava di far capire loro i buoni sentimenti, che io condividevo in pieno.
Purtroppo ci furono anni difficili in cui si acuirono i rapporti, prima la ragazza iniziò ad assumere un atteggiamento trasgressivo, che non sto qui a descrivere ma che si evince da quanto scrive nel blog, anche se ovviamente non riporta tutte le bravate fatte e quelle che riporta spesso sono arricchite di fantasia. Mia moglie cercava sempre di avere un dialogo, dandole dei consigli, ma la risposta da parte di lei fu che non seguiva i suoi consigli in quanto non era la sua vera madre. Ai rimproveri di mia moglie se ne uscì un giorno dicendo che la voleva morta ed il giorno della sua morte avrebbe fatto tre giorni di festa. Voglia di studiare non se ne parlava nemmeno, era solo interessata ad uscire a qualunque ora, tornando spesso a notte inoltrata e senza sapere ovviamente noi chi frequentasse.
I libri scolastici erano intatti, vogliosi di essere aperti, mentre divorava libri di fantasy e molti libri piccanti, tra questi un titolo ad esempio “sesso occasionale per signore e signorine”.
Forse per queste letture ciò che è scritto nel blog è spesso pura fantasia, mentre ci sarebbero molte altre cose ben più gravi da ricordare.
Fummo costretti a vendere la casa in Sardegna, perché mia moglie rimaneva da sola con loro durante il periodo estivo e le loro amicizie non erano tra le migliori, fino ad arrivare ad essere minacciata da qualche ceffo frequentato da loro.
Il clima era diventato insopportabile sia io che mia moglie fummo costretti a prendere la decisione di darle la possibilità di vivere per conto suo, così avrebbe avuto quella libertà che più volte aveva reclamato.
Discorso analogo è stato per il fratello che riuscì grazie alle insistenze particolari di mia moglie a conseguire la laurea breve.
Dopo di che decise di non proseguire gli studi per la laurea quinquennale, sulla base sicuramente di quello che aveva sentito da altri, mentre il nostro parere di continuare gli studi non contava nulla.
Comunque fatto sta che sono passati circa nove anni ed è ancora in attesa di un lavoro.
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Prima tua risposta in anni e anni di tentativi.
Sappi che ogni commento al blog deve essere da me approvato.
Per trasparenza e per la finalità del mio scrivere è giusto farlo.
Io continuerò a scrivere.
Ci saranno anche le parti “vere” di cui parli.
A inventare siete voi.
Aggiungo solo una cosa: ha più credibilità una donna che affronta la vita, vale a dire che abbraccia le gioie che da essa derivano e si rimbocca le mani dinanzi alle difficoltà con le sue uniche forze o due nonni che non hanno mai voluto conoscere le nipoti e che prima della partenza per la Germania, all’ennesimo tentativo di riavvicinamento hanno solo saputo rispondere: “Parti tranquilla: a noi non importa niente”.
in tanti anni ecco la prima volta che sento la tua voce.
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dimenticavo: dato che non lo avete mai saputo e non vi è mai interessato saperlo: il mio libro preferito è “il piccolo principe”…lettura frivola davvero…e negli anni ho avuto letture più esplicite del libretto di cui parlate (che avevo francamente rimosso)…un esempio!? “Diario di una ninfomane”…e vi assicuro che ciò non mi rende una donna e una madre peggiore. Amo leggere e leggo di tutto. Paraocchi non me li impongo ma è alla mia etica che presto attenzione, non alle mie letture.
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Aveva la media del 27 all’università ed è stata costretta a lasciare. Sono 11 anni che siamo felicemente fatto fidanzati e sposati. Ha sempre cercato il contatto, con voi e lo avete sempre negato. Non ho mai avuto la possibilità di potervi conoscere, e non credo l’avremo mai , sempre stato respinto da mille motivi. Una cosa buona l’avete fatta: se non l’aveste portata in Italia non avrei ma conosciuto la donna più importante della mia vita.
In bocca a lupo per tutto ad entrambi.
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