Il miglior consiglio

Qual è il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto?

Non ho un consigliere nella vita. Una persona intendo. Qualcuno a cui affidare perplessità o dubbi. La famosa certezza quando la pressione del caos sembra troppo eccessiva. Una responsabilità troppo alta, credo e una scelta che non vedo mia. Per niente.

Il “nessuno sa meglio di te per te stessa” è stato il mio principio guida. Si, principi ne ho tanti; mi affido preferibilmente a loro che non  alle persone.

Un bel conflitto di interessi per chi ha tre figli e ogni giorno non si stanca di ripetere:” A me puoi dire tutto, chiedere tutto, parlare di tutto semplicemente perché ti amerò sempre; qualunque sia la tua affermazione o domanda, o ancor più semplicemente perché non nutro alcun tipo di interesse se non il tuo stesso bene”.

Chiaramente non voglio diventare io la loro consigliera. Opinioni ne condivido volentieri, ma consigli, anche darli, a mio avviso ha del pretenzioso e dell’ardito…Ammetto anche: ho paura di sbagliare e fare commettere un errore ad altri. Il consiglio richiesto mi mette ansia…Di fatto inizio il discorso con: “Se io fossi al posto tuo”.

Si, viva la comunicazione senza paletti con i miei figli ma la loro strada devono trovarla e sceglierla da soli. Hanno tutto il tempo per elaborare le loro scelte. Li voglio sicuri di se stessi. Consapevoli. Autocritici e in continua crescita. Devono imparare a volare, a me aspetta solo dar loro il giusto slancio.

Mi rendo conto della mia complessità. Essere radicalmente diffidente col mondo intero dietro il sorriso e determinata ad essere una certezza per i miei figli…Si può essere tanto contraddittori?…Convivere con gli altri. Vivere con gli altri ma non essere emotivamente dipendente da nessuno…Sono un’atea convinta: purtroppo non credo nel mio prossimo. Ecco perché il miglior consiglio non esiste. Chiaramente per me. Credo nelle azioni degli altri. Non nelle loro parole.

Quanto sopra detto spiega la mia posizione e il perché non ricerco i consigli altrui. Non li voglio. Mi piace imparare dagli altri. Mi piace arricchirmi di conoscenza attraverso gli altri. Mi piace avere modelli di ispirazione.

Di fatto con i miei figli mi freno. Mi mordo la lingua per non sentirmi dire loro: “Non ti fidare ciecamente di nessuno”. Il personale e unico consiglio che ho dato a me stessa molto tempo fa. La diffidenza devono scoprirla, decifrarla, interpretarla e capirla da soli. Assaggiare il sapore della vita attraverso le esperienze dirette genera una conoscenza profonda che non può essere dimenticata. Soprattutto attraverso gli errori. Un altro aspetto che spiega la mia ostilità verso il consiglio.

Un’eccezione per me c’è.

Il famoso: “darebbe la vita per me”. Credo così tanto in questa persona che ho più fiducia in lui che in me stessa.  Di fatto è la mia scelta e il padre dei miei figli. Anche lui non è un “consigliere” ma la persona le cui decisioni hanno sempre incontrato la mia approvazione e condivisione.

Interventi non richiesti. Di questa categoria ne ho a milioni. Ecco cosa sono i consigli che mi sono venuti addosso improvvisamente. Non attesi. Non voluti. Non invitati a manifestarsi. Di certo chi me li ha offerti ha creduto di aver fatto una grande azione, o un’affermazione grandiosa. Forse quell’intervento ha cambiato la loro di giornata…Peccato io non creda nel consiglio…Figurarsi poi il miglior consiglio.