Di cosa più ti preoccupa per il futuro?
Ho sempre ritenuto stupido preoccuparsi per ciò che non si può controllare.
L’assenza di controllo su determinati eventi o sulle persone alleggerisce la quantità di quanto ha il potere di turbarmi: posso solo essere passiva rispetto a determinati eventi, perciò accetto e affronto qualunque possibilità solo nel momento in cui accade effettivamente; evitando inutili tormenti, soprattutto se auto inflitti dal mio stesso troppo pensare. Il mio futuro, perciò rientra tra quanto non può generare preoccupazione. Si, per mia scelta personale.
Si può dire che sono diventata pienamente stoica con la maturità e ancora di più con il passare degli anni.
Una volta mi intimoriva la morte e ancora di più il dolore che può precederla.
La vita è un continuo memento mori: si gode la vita in virtù della morte e così ho sempre creduto di fare.
Diventare madre mi ha cambiata: mi auguravo una vita lunga esclusivamente per il beneficio dei miei figli. La consapevolezza di quando abbiano ancora bisogno di me mi faceva aggrappare alla vita quasi in maniera disperata. Pregavo chiedendo tempo: quanto più possibile per lasciarli quando pronti.
A che età si è pronti alla vita?
A che età si è pronti a veder morire chi ti ha messo al mondo?
Esatto.
Mai.
All’inevitabilitá della morte non c’è soluzione..Quanto è il momento è il momento. Indifferente che siamo pronti o no.
E se dovessi davvero morire?
Domani. Tra una settimana… Chi può saperlo…
Nulla capita per puro caso ed io ho acquisito una nuova consapevolezza: il mio scrivere ha acquisito un altro significato: un’altra possibilità.
Scrivo per lasciare una mia impronta duratura nel tempo. Una strategia per vincere la mia determinabilitá: qualcosa che duri più del tempo a me concesso. Qualunque esso sia.
Ho capito di aver fornito e di fornire ai miei figli mille parti e versioni di me: a loro resterebbero i miei quaderni sparsi per l’appartamento. I mille fogli da me scritti.
Certo, dovrebbero impegnarsi in una caccia al tesoro per ritrovare me.
Ho sparso per casa milioni di sassolini fatti di miei scritti che possono mostrare loro la strada nel caso si perdessero. Ricordi duraturi di me. Una testimonianza di ciò che sono. Avrebbero ancora la loro mamma attraverso le parole da me scritte.
Parlo di tutto e di più. Qualunque tema possibile. Butto giù i miei pensieri sui temi più sparati, perché nel futuro potrebbero essere utili. Una mia personale strategia per vincere il mio tempo limitato.
Una volta mi spaventava il dolore fisico; poi ho capito che non si può morire due volte: il dolore nel morire, ahimè, è inevitabile, ma non andrà a ripetersi due volte. Il dolore ha un limite, esattamente come me. Ho semplicemente accettato la realtà.
Ciò che più mi preoccupa e mi spaventa è la grandezza della cattiveria umana rispetto all’essere piccoli di ciascuno di noi.
Per quanto determinate persone siano importanti per me, purtroppo ci riduciamo ad essere solo numeri. Numeri sacrificabili per il capriccio di chi governa il mondo o di chiunque altro pazzo incroci il nostro cammino. Violenza, omicidi, stermini…I mostri esistono e sono a nostra immagine e somiglianza…Come posso combattere tutto questo?…Non ho armi di difesa e sono troppo piccola rispetto a tutto questo…Certe battaglie sono perse in principio ed è questo a preoccuparmi. La vita in fondo è una straordinaria partita a scacchi ed io sono solo un pedone. Vivo rispettando la mia funzione e sperando che chi amo non incroci mostri lungo il suo cammino. Di più non è in mio potere.