Mordere e godere

Cosa ti indirizza nella vita?

Una volta avrei risposto senza esitazione: la voglia di riscattarmi, di dimostrare il mio valore,  il desiderio affermare la mia realizzazione personale.

L’amore. La famiglia. Uno stipendio che mi permetta di vivere senza preoccupazioni. Vivere serena e orgogliosa.

Ho avuto ed ho la fortuna di avere tutto ciò che sognavo e sogno.

La mia é stata una partenza in salita visto che quando volevo disperatamente afferrare mi terrorizzava. Non è facile avere desideri e aggrapparsi ad essi:  bramarli profondamente ed in contemparanea esserne terrificato.

Avete mai pianto di felicità con il cuore a pezzi? Lacrime a cui non sai attribuire il giusto significato, perché non sai se piangi perché ci credi o non perché  non ci credi. Mi sentivo esclusa, impossibilitata e priva del diritto a vivere come avrei voluto. Poi mi sono lanciata nel vuoto, affrontato le mie paure e lentamente ho imparato a lasciarmi vivere. 

Una volta dicevo: voglio vivere.

Ci sono riuscita.

Mi sono presa ed ho  afferrato questo mio diritto. Non ho preso a mozzichi la vita, come la Clara di oggi avrebbe fatto; ho imparato a camminare decisa e sicura, ho preteso, lottato e ottenuto.

Oggi dico a me stessa:  “Voglio sapore nella mia vita”. Si, voglio una vita degna di essere vissuta ma soprattutto voglio una vita piena di sapore, perché é unica ed irripetibile. Voglio vivere con lo slancio di chi mangia il suo perfetto piatto preferito, con la passione di un’innamorato. Voglio mordere la vita.

la giusta distanza e il proprio meglio

Cosa ti indirizza nella vita?

Ai miei figli dico sempre: “Cercate di essere sempre la migliore versione di voi stessi e fare sempre del vostro meglio in ogni azione che intraprendete”.

È il mio principio quotidiano e di vita.

Lo considero un buon punto di partenza: è di stimolo per ogni passo successivo.

Come indossare i vestiti giusti per il proprio corpo: ci si sente sicuri e chi è sicuro è senz’altro determinato. Una sicurezza che ho impiegato anni e anni a trovare ma ottenuto il mio personale giusto equilibrio non me lo sono fatto scappare. Così vorrei che succedesse per i miei figli: spero che trovino la loro strada giusta in parte soli ed in parte sollecitati da il mio stimolo; un incitare che vuole essere un sussurro ma con chi non vuole ascoltare sono costretta ad alzare la voce per essere sentita.

Alisia è cocciuta quanto me ed è nell’età in cui ogni mia parola sembra essere sbagliata e formulata sempre nel momento meno opportuno. “Uffaaa mamma! Che noia! Perché per te deve essere tutto perfetto!”.

“La perfezione non esiste! Se così fosse non esisterebbe l’evoluzione!”, ribatte Lavinia. Lei ha sempre qualcosa da ribattere contro la sorella, anche quando non interpellata. Il che rende Alisia furiosa.  Sempre più furiosa. Questi battibecchi tra di loro mi fanno sorridere dolcemente. Lo faccio nascosta, senza farmi vedere; che non sia mai che pensino che sto ridendo di loro: sarebbe l’inizio di una ennesima tragedia! Le mie ragazze confondono spesso un mio sorriso con la presa in giro. Per questo nascondo loro la mia bocca e dò loro le spalle. Mi allontano. Stupita dalla profondità dei loro scambi. A volte si, sembrano due gallinelle pazze, ma quando tirano fuori la loro intelligenza mi lasciano senza parole ed orgogliosa. Continuo a camminare nella direzione opposta alla loro posizione quando parlano. È il mio modo indiretto di ricordare  che durante i loro litigi e confronti-scontri devono trovare da sole la giusta soluzione per entrambe.

Ecco cosa mi indirizza nella vita: la costante ricerca della giusta distanza dalle persone che amo. La giusta distanza da garantire a chi sta crescendo e scoprendo se stesso ma al contempo garantendo sicurezza e rassicurazione. Fare sempre del mio meglio per essere ciò di cui chi conta per me ha bisogno.