Qual è una parola che ti descrive?
Sono indecisa tra due.
La scelta è complessa, perché la complessità è una caratteristica di ciascuno di noi.
Siamo fatti di mille strati di diversa profondità, tanto astratti quando reali.
Prima parola: sfumatura.
Nulla di troppo definito.
Mutevole. Pur rimanendo sempre se stessa.
Una tra tante possibilità.
Una sfumatura di colore: di per sé i colori sono miscele. Tanti pigmenti uniti, miscelati e formare un’unita più grande e diversa da ciò che ognuno di essi è. Mutevole quando colpita da luce o diversamente percepibile a seconda degli occhi che la osservano.
Seconda parola: libro.
Si può tenere tra le mani.
L’odore di un libro, un profumo che cambia col passare del tempo. Il suono dello sfogliare delle pagine. La loro leggerezza e concretezza tra le dita. Fanculo la tecnologia: il valore di un libro è inestimabile. Ha un peso, ma ciò che contiene non ha unità di misura.
Un libro è da scoprire, da leggere quando si ha voglia; più volte, perché quando si rilegge una pagina si scopre sempre qualcosa di nuovo. Perché c’è sempre qualcosa nascosto. Le parole non si scelgono totalmente a caso e scoprire cosa si cela dietro ognuna di essere è sempre una nuova scoperta. Un pozzo di conoscenza.
Un libro è emozione. È gioia e pianto. È riflessione. È interpretazione. È una storia. È un film dentro la testa. L’autore è il regista che guida, il resto è nelle mente di chi legge.
Un libro è la possibilità di viaggiare lontano con la mente e arrivare ovunque.
Quale valore può avere un oggetto capace di farci volare?