basta un po’ di logica?

Sei superstizioso?

Si. Sono superstiziosa.

È un retaggio che mi porto dentro quasi fosse DNA. Tramesso dalla lunga stirpe dei miei avi, da quello più antico intimorito dal susseguirsi di giorno e notte, terrorizzato che un giorno la luce potesse non arrivare più, a quello più recente, certo molto più consapevole del mondo ma  non meno povero di superstizione.

La superstizione è la storia dell’uomo, da essa sono nate religione e scienza: la necessità di comprendere il mondo e dare valore e significato alla realtà come a noi stessi.

La superstizione ci scorre nel sangue: le  paure ataviche e ancestrali ne sono chiara testimonianza: esempio banale: io stessa ho paura dell’oscurità, ancora di più se sono sola.

La paura è il lascito migliore mi abbiano donato i miei avi perché determina la sopravvivenza ed insieme ad essa le strategie per domarla.

La superstizione nobile, oserei chiamarla.

Netto opposto della superstizione povera.

La superstizione che mi infastidisce. Quella che non condivido.

Soprattutto odio le conseguenze che la superstizione povera porta alle vittime innocenti.

I porta sfortuna.

Non ditemi che non ne avete conosciuti. Io stessa me ne ricordo due o tre ed ho sempre provato una grande compassione per loro (non pena: odio la pena).

Basta un poco di logica per capire che dietro la superstizione povera c’è solo il  caso è tanta stupidità: la “sfortuna” in realtà spesso è solo un nostro errore.

Davvero interessante del tema superstizione è conoscere come ciascuna di esse sia nata: la loro storia. È un discorso lungo ed affascinante.