Una vita lunga

Scrivi una lettera a te stesso a 100 anni.

Come tutte le donne della tua famiglia di origine hai una vita lunga.

Riuscirai a raggiungere o anche superare nonna Maria?

Non è da tutti aver avuto la bisnonna più vecchia della Colombia: 114 anni (solo per pochi giorni non 115) sono un bel numero…Lo so che odi da sempre i numeri ma i traguardi importanti non meritano di essere celebrati?

Sei sempre stata ricca di sorprese. Dove saprai arrivare?

Sei sempre stata piccola: ora sei minuscola. Leggera come una bambina. Rugosa e saggia come una tartaruga. Piegata su te stessa, quasi sulla tua schiena si sorreggessero, invisibili, ma importanti, tutti gli anni che hai vissuto e stai vivendo.

Mai perso il tuo sorriso e mai smesso di raccontare le tue storie. Circondata dalla numerosa famiglia che ti sei creata.

Ti cercano tutti perché tutti vogliono le tue parole. Un libro vivente. Il personaggio vivente di un buon romanzo.

Colpi di scena non ti sono mai mancati.

Hai preso a mozzichi la vita e non sei stata mai avara con i sentimenti: hai odiato profondamente e amato con tutta te stessa, perché se il giusto sta nel mezzo, per le questioni di cuore no: è l’unica eccezione: non esiste via di mezzo quando si ama o si odia: o tutto o niente.

Se per te l’interrogatorio è continuo, ma mai un problema, tu non fai mai domande a chi ti sta di fronte. Sai che quando si è pronti a parlare la diga cede e le parole cadono come pioggia fitta. E quello il momento più bello, quello che sai arriverà e che aspetti, perché adori ascoltare e vivere quei momenti. Le confessioni libere le chiami.

Ti soddisfa vedere quando le persone si lasciano andare, vero?…So bene che la tua risposta alle mie parole sarà l’ennesimo sorriso.

Non ami dare consigli.

“Concediti il diritto di vivere a pieno”. È il tuo mantra. Di mura e già pieno il mondo. Averle dentro è solo chiudersi in una gabbia minuscola e limitare le proprie possibilità. Lo hai sempre detto perché per anni hai vissuto rinchiusa nel labirinto che tu stessa ti eri creata ma uscirne ti ha svelato quanti sia soddisfacente vivere a pieno.

A chi ti dice che ha paura di fare un grosso errore, sorridi con tenerezza: “Sarà il tuo errore: proprio perché tuo, saprai come risolverlo”.

Quanto ami le parole libertà e libero arbitrio?

Non sei mai stata illusa nel ritenerli un principio assoluto.

La società ci cresce dentro recinti ma l’intelligenza ha la facoltà di saperli aprire. Siamo tutti legati ad una corda più o meno lunga: saper sfruttare ogni nostra possibilità di movimento è un dovere.  Bisogna odiare questo limite?

Ennesimo tuo sorriso.

No, perché garantisce la libertà di tutti e solo pochi (purtroppo?) riescono a raggiungere i confini della sua lunghezza.

Non hai mai smesso di osservare il mondo, vero?

È una tua caratteristica: ti guardi sempre intorno. Ovunque tu sia, il primo da fare è far passare sotto attenta analisi il posto in cui ti trovi; solo dopo che i tuoi occhi hanno esaminato attentamente il tuo spazio ti concedi di lasciarti andare ai pensieri.

Pensi sempre in effetti. Hai sempre qualcosa da elaborare.

Dicono sempre che gli anziani si perdono nel loro passato.

Tu ridi anche di questo: “Perché limitarmi solo al passato quando ho così tanto nel presente?”.

Rido insieme a te questa volta.

Dopo così tanti anni insieme posso dire soltanto questo: è davvero un piacere averti conosciuta così profondamente Clara.