il mio trio

Quali sono i tre oggetti senza i quali non puoi vivere?

Uno: la musica.

Mi accompagna quasi sempre. Mi stimola, mi tranquillizza o mi dà energia.

Una forma di comunicazione immediata; come parlare esclusivamente attraverso sentimenti e sensazioni. Vi capita una canzone vi penetri dentro come se fossimo fatti di burro? Vi capita una canzone vi faccia rivivere una determinata situazione?

Poi è piacevole per il semplice ascoltarla. Ho una playlist per le varie occasioni: in casa, al lavoro, nei momenti liberi o mentre scrivo.

Una volta mi accontentavo della mia  radio preferita, uguale quale fosse la melodia; andava bene il caso e mi lasciavo seguire dalle hits del momento.

Poi ho capito l’importanza del non accontentarsi e di seguire i propri gusti personali, perché è li che esplodono le sensazioni. Così ho iniziato a crearmi e selezionare le mie Playlist.

La musica mi aiuta, inoltre, a creare distanza quando me ho necessità. Per strada mentre lavoro: un paio di cuffie e il prossimo tende a lasciarti in pace: nessuna domanda, nessun consiglio non richiesto, nessuno che ti chiede il numero di telefono o il tuo Instagram.

Troppo stress con i figli e in procinto di esplodere? Nessun problema: cuffie, musica rilassante ed il nodo alla gola si scioglie.

Mi rifugio nelle musica per trovare la calma, per spegnere la rabbia affinché io possa tornare in me stessa e prepararmi di nuovo ad una comunicazione assertiva.

Due: creme idratanti, make up e due,perché non quattro, spruzzate di profumo.

Prendersi cura di sé è fondamentale.

Coccolarsi. Non parlo del doveroso lavarsi i denti, fare il bagno e via dicendo. Parlo di attenzioni particolari.

Per anni mi sono  così concentrata nella cura degli altri che ho tralasciato me stessa. Mi sono messa da parte per gli altri. Si, altri molto importanti. Molto ma molto  importanti. È stato quasi automatico: ti dimentichi di te per garantire di più agli altri e i tuoi bisogni iniziano ad arrivare per ultimi. Per un marito, per i figli: chi non lo farebbe?

Arrivare sempre per ultimi a chi piace?

Ci hanno insegnato: “Ama il prossimo tuo come ami te stesso”…Io stavo dimenticando di amare me stessa, il che si è dimostrato controproducente: chi è carente di attenzioni inizia a mandare richieste di aiuto: il nostro corpo non è diverso.

Pur continuando ad essere la figura fondamentale che sono sempre stata, mi prendo il tempo da concedere solo ed esclusivamente a me stessa.

Ritagliarsi, quotidianamente, del tempo solo per sé significa riconoscere la propria importanza e l’amore per stessi…E poi è da dire: tutto ciò che riceve cure e amore ricambia sempre. 

Tre: il mio cellulare.

Sono diventati un mezzo indispensabile.

Si può dire: “Dentro c’è tutta la mia vita”?…Forse ne siamo troppo dipendenti…Mail, conto, assicurazione medica, contatti essenziali e non, foto, appunti…Davvero molto…E poi per chi non è diventato essenziale essere contattabile sempre ed ovunque?

Che sia scelta o necessità, devo ammetterlo: non posso pensarmi senza.