Epica e filisofia

Qual era la tua materia preferita a scuola?

Ho sempre amato le materie letterarie. Una passione che é esplosa quando ho scoperto l’epica classica: l’Iliade, l’Odissea e poi l’ Eneide. Passavo ore e ore a leggere ed i nomi mi sono diventati tanto famigliari  da non averli mai dimenticati. Mi sono appassionata della mitologia greca perché una sua caratteristica mi aveva colpita: adoravo l’imperfezione delle divinità: il loro essere schiavi delle passioni e dei vizi come qualunque altro  essere umano. Unica differenza: l’eternità.  Terribilmente umani eppure essere superiori. In essi era possibile vedere tanto  il meglio che il peggio dell’umanità e dall’intervento delle divinità sulla vita dei comuni mortali nascevano le storie più belle: miti che sbalordiscono e che lasciano pensare; non per niente il padre della psicologia si é servito della mitologia classica per attribuire nomi a concetti che sono conosciuti in tutto il mondo e sono alla base della psicologia freudiana. Narciso, Edipo, come non conoscere le loro storie sbalorditive…Poi ho iniziato a studiare la filosofia ed é stato un colpo di fulmine, amore profondo; mai materia ha saputo interessarmi di più. Avevo persino deciso che se mai avessi avuto una figlia l’avrei chiamata “Sofia”. 

É innegabile: studiare qualcosa che appassiona da un sapore tutto particolare allo studio.

Arrivato il momento della scelta dell’università ho scartato la mia materia preferita: ha vinto la concretezza sulla passione, il dilemma di fatto non c’è stato: per quanto la filosofia possa essere interessante non mi avrebbe portato ad uno sbocco lavorativo solido. Ho scelto la pedagogia, perché pensavo al giorno d’oggi vincesse il concreto insegnare piuttosto che il pensare. In teoria, almeno, perché la vita mi ha portato ad abbandonare entrambe e mi sono trovata semplicemente e banalmente a lavorare ed é da allora che non penso più alla mia materia preferita.

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