Autobiografia

Se ci fosse una biografia su di te, quale sarebbe il titolo?

“Il nido del condor”.

Storia di un’adozione.

Nessun condizionale: nessun se.

La mia biografia già esiste con titolo più di qualche articolo condiviso.

Un progetto partito da molto lontano e sospeso, monentaneamente, per una scelta personale.

Aspetto ritorni la voglia di riprendere a scrivere. Non perché abbia ripensamenti, quanto piuttosto, per la necessità di pensare.

Condividere se stessi, senza tabù, è come mostrarsi nudi davanti a tutti. Non facile, per me e per la maggior parte di noi…Eppure non è tanto la mia “nudità” a pormi freni.

A rallentarmi, a farmi riflettere è il fatto di essere madre.

Ciò che scrivo può avere conseguenze sui miei figli. Non che io nasconda loro qualcosa: cerco da sempre con loro la piena comunicazione. Con la trasparenza più possibile in virtù della loro etá e delle loro capacità.

A farmi esitare è la probabile reazione di un chiunque, di un qualunque lettore nei loro confronti. La tematica è delicata e scavando nel mio passato lo è diventata sempre più. Argomenti fin troppo delicati, difficili da trattare…Che ricadendo su di me ricadono sui miei bambini.

Se mi fosse garantita l’intelligenza, ed una positiva interpretazione del mio scrivere, riprenderei a scrivere domani. Non mi aspetto di piacere a tutti, chiaro; ma una buona lettura di ciò che condivido, si, mi farebbe piacere.

Mi rendo, tuttavia, conto di aspettarmi l’impossibile.

Non posso controllare la reazione di ogni ipotetico lettore; perciò aspetto. Resto ferma finché i miei bambini siano grandi abbastanza e pronti intelletualmente a rispondere con coscienza ed intelligenza a qualunque obiezione, attacco, critica o  affermazione di chiunque; perché non posso controllare il mondo ma di certo posso preparare i miei figli al mondo.

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