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Siamo alberi con un cuore che batte.

Non abbiamo corteccia ma una pelle che è mille volte più sensibile e fragile.

Parte essenziale di noi sono le radici. Tutti gli alberi hanno le proprie.

Chi più o chi meno, tutti hanno quel intrecciato fiume che li tiene saldi al terreno e qualunque sia la potenza del vento che ci investe sono esse a renderci forti, a tenerci in piedi e darci stabilità. Più sono profonde e possenti più lo siamo noi stessi. È la parte intima e nascosta. Quella più importante.

Io non trovavo le mie.

Mi sentivo traballante e priva di una parte essenziale di me.

Non accettavo di esserne priva.

Era un’ingiustizia che non volevo accettare.

Quanto avvenuto a Pasqua mi aveva reso chiaro che di me proprio non ne volevano sapere. Tempo e distanza non erano miei alleati e mi avevano dimostrato che non potevano aiutarmi.

Ero stata orfana.

Non volevo tornare ad esserlo per il semplice dato di fatto che io due genitori li avevo.

Per il semplice fatto che per me erano mio padre e mia madre.

Era tuttavia il mio esclusivo punto di vista.

Mi volevano fuori dalla loro vita.

I miei genitori non sentivano la necessità di aver una qualunque forma di legame con me; persino un saluto si era dimostrato essere un fastidio.

Difficile da accettare per chi, nonostante tutto continua ad amare.

Difficile accettare di essere trattata come il peggior essere umano al mondo.

Il rifiuto non piace a nessuno.

Dai propri genitori è inaccettabile.

Dovevo, tuttavia assimilare e digerire una scelta che loro avevano a tutti gli effetti già preso.

Ci sono guerre che a volte è meglio chiudere. Soprattutto quando qualunque strategia sembra portare solo alla sconfitta.

Io comunque le mie radici le volevo. A tutti i costi e nonostante tutto perché sono essenziali per qualunque albero al mondo.

Chiodo schiaccia chiodo, dicono e l’unica maniera in cui io potevo praticare questo principio era riempire i vuoti che avevo con quelle che erano le mie reali origini.

Presi i documenti in mio possesso.

Lessi e riflessi nomi e date scritte sul mio certificato di nascita.

Annotai tutto.

La scelta era stata presa: avrei cercato i miei genitori biologici.