176-cuore romantico

Ho sempre avuto un cuore romantico. Questa realtà esisteva silenziosa, nascosta e radicata nelle profondità del mio essere.

Per questo non ho mai ceduto alla disperazione dei momenti più bui, ed è per questo che non ho mai ceduto alla voglia di farla finita.

Credevo nei sentimenti di Fabrizio: che lui mi amasse senza ombra di dubbio era fin troppo chiaro.

Faticavo a credere come potesse essere così: ancora non mi accettavo: ancora vedevo solo un brutto riflesso davanti allo specchio.

Come poteva trovarmi bella? Come poteva adorare quel corpo verso cui io stessa provavo disgusto e disagio?

A quel punto il mio romanticismo si è sentito in diritto di dire la sua.

Ero critica verso me stessa come non lo ero verso gli altri.

Fabrizio mi vedeva bella semplicemente perché lo ero. Solo i miei occhi erano ostinatamente miopi.

Era la pura realtà, ma l’accettazione di se stessi è un lungo processo. Dovevo imparare ad amare quel mio corpo, esattamente come faceva Fabrizio.

Ero ancora legata a forti catene: la bruttezza nella quale mi vedevo e anni di ferite psicologiche inferte dai mie ancora mi frenavano. Avevo, tuttavia, e finalmente le chiavi. Toccava a ma aprire quei lucchetti che mi frenavano. Dovevo liberarmi e volare.

Meritavo l’amore e tutto ciò che da esso deriva, amore fisico compreso.

Solo imparando ad amarmi avrei accettato l’amore.

Credetemi, mi ci sono voluti anni.

E come è bello quando si ama se stessi: è un sentirsi completi. Liberi.

È amore puro.

Solo allora la mia testa, il cuore ed il mio stesso corpo si sono schiusi come il più prezioso dei fiori ed è stato da quel momento che ho capito cosa fosse realmente l’amore in ogni sua sfumatura.

Perciò, si, ha vinto alla grande il mio cuore romantico. Un cuore il mio che credeva anche negli altri.

Distanza e tempo avrebbero senz’altro aiutato.

Avrei dimostrato di non venire dal nulla: avrei riavuto un rapporto, seppur solo diplomatico, coi miei genitori adottivi. Lo volevo e avrei lottato per averlo.

Continuavo a chiamarli per le festività e quella Pasqua mi ero decisa a passare a trovarli.

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