152-il nemico rende forti

Lei era il mio nemico.
Solo chi odia può scommettere sulla tua sconfitta.
Solo un nemico gode del dolore del suo avversario.
Solo un nemico può far tanto male.
Il k.o. è stato istantaneo.
Sono rimasta seduta sul letto immobile.
Nessun pianto.
Solo rabbia nera.
Avrei preso a pugni il muro fino a tingerlo di rosso.
Poi è arrivata la disperazione.
Lì mi sarei persa se non si fosse riaccesa la mia lucidità.
Ritornata a ribollire di rabbia mi sono detta che non meritavo tutta quella merda.
L’incoraggiamento di Valentina non mi aveva aiutato ad intraprendere un tentativo reale. Aveva rallentato la mia fuga da Fabrizio ma non l’aveva esclusa.
La profezia di mia madre, la rabbia, la disperazione, la mia dignità calpestata, la voglia di mandare al diavolo la maledizione che sembrava perseguitarmi mi sono come esplose dentro.
Con quelle parole mia madre aveva saputo gettarmi dentro ad un buco nero.
Là dentro ho preso la decisione della mia vita.
Là dentro mi sono armata di spada ed ho deciso di combattere contro i miei mostri.
La voglia di riscattarmi mi ha impedito di affogare.
In quel momento ho deciso di abbandonare il mio castello solitario.
Le avrei dimostrato che si era sbagliata.
Le avrei dimostrato di quanto lei si era sbagliata.
Mi sarei lasciata andare, avrei dato tutta me stessa, avrei amato, sarei stata amata e avrei legato per sempre a me Fabrizio.
Il nemico mi aveva resa forte.
Dal suo attacco avevo tratto una forza che non immaginavo di possedere.
Finalmente avevo trovato la determinazione.

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