135- freni inibitori

Per la prima volta nella mia vita avevo avuto un dubbio: possibile che io rendessi un mio problema molto più grande di quanto fosse in realtà?
Grande novità quell’estate: la prima vacanza da sola!
Ero grandicella per questa prima volta, ma la ritenevo comunque una vittoria: l’avevo cercata e guadagnata.
Ero convinta che se avessero potuto i miei mi avrebbero messo i bastoni tra le ruote. Il fatto che sia stata una vacanza che mi ero completamente pagata da sola gli aveva impedito di ostacolarmi…o semplicemente anche a loro faceva comodo avermi lontano dalle scatole per una settimana.
Pochi giorni prima della partenza sono andata in camera di mio fratello.
“Per caso hai detto agli altri delle mie gambe?”
“Perché? Avrei dovuto?”
“Vorrei evitare a tutti la sorpresa…”
“Le tue gambe non sono terribili come pensi e comunque hai di fronte persone mature che da tali si comporteranno”
“Per me è importante che lo sappiano prima. Tu parli così perché sei sempre stato abituato a vederle. Per la maggior parte della gente non è così. Suppongo che il gruppo mi metterà a mio agio; so bene che la prima a porsi il problema sono io, ma ti assicuro che averle addosso non è affatto piacevole, soprattutto alla nostra età”
“Ok. Messaggio ricevuto. Sarà fatto come desideri”.
E’ facile avere occhi solo per i propri difetti.
A mio fratello era comparsa da alcuni anno la psoriasi. Ne aveva un po’ in tutto il corpo.
Come me anche lui aveva le sue cicatrici.
Immersa come ero nei miei problemi non avevo pensato nemmeno per un attimo che più di ogni altro lui avrebbe potuto comprendere il rifiuto per il mio corpo. Lui aveva voluto incoraggiarmi, rassicurarmi ed io non avevo ricambiato.
Nessun: “Fratello, scusa mi serve il tuo aiuto e io in cambio cosa posso fare per te? Tu stai bene? Come ti senti? Posso fare io qualcosa per te?”.
Eravamo sotto lo stesso tetto distanti come non mai.
Ciascuno navigando nel proprio mare senza badare alle difficoltà dell’altro.
Non eravamo nessuno migliore dell’altro.
D’altronde, in caso di guerra ciascuno pensa solo alla propria di pelle e nelle nostre quotidiane battaglie in casa ognuno di noi egoisticamente pensava solo a se stesso. Non esisteva alcun: “il nemico del mio nemico è mio amico”.
In quegli anni io e Javier camminavamo sempre dandoci le spalle.
La mia richiesta, comunque, fu esaudita e alla prima occasione lui ha esaudito il mio desiderio.

A vacanza terminata mi sono resa conto che i miei timori erano del tutto infondati.
Era andata bene.
Il costume da bagno mi ha sempre messa in ansia. Non lo do a vedere. Vorrei semplicemente poter diventare traparente in spiaggia. Se posso evito di mettere in bella mostra le mie ustioni.
Quella volta mi era stato d’aiuto il fatto che fossi in mezzo ad amici, senza la presenza di qualcuno di cui avessi interesse.
E’ stata una settimana che ricorderò per tutta la vita con grande affetto.
Mi ero trasformata.
Ero diventata un vero e proprio fuoco d’artificio.
Scherzi, piccoli guai giovanili , sbronze, intere nottate senza sonno a vedere le stelle e a disturbare chi avesse ceduto al sonno…Non ci eravamo fatti mancare nulla.
Mi ero piaciuta tantissimo.
Avevo riso tanto da avere gli addominali doloranti, le lacrime agli occhi e il cuore finalmente leggero.
Mi ero lasciata andare totalmente.
Era stato meraviglioso.
Chi aveva fatto un po’ di fatica era stato mio fratello; nonostante in giornata avesse regnato il cazzeggio, lui aveva faticato a sbottonarsi.
Aveva difficoltà a perdere il controllo.
Farlo ridere di uno scherzo subito ci era costato fatica.
Si incazzava. Non ci stava.
Alla fine è riuscito limitare un pochino quella sua estrema serietà.
C’era una differenza sostanziale tra me e mio fratello: quando io mi trovavo lontana di casa riuscivo tirare fuori la mia vivacità e la mia personalità più vera; mio fratello manteneva la compostezza rigida che la caratterizzava anche tra le mura domestiche. Mi sembrava più un quarantenne che un ventenne. Mi sarebbe piaciuto vederlo limitare i freni inibitori che si era imposto. In casa era comprensibile che si dovesse proteggesse da quei due, però, fuori avrebbe dovuto concedersi la libertà di godere a pieno della sua età.
Se non lo avesse fatto adesso, quando avrebbe potuto farlo?

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