Il mio coraggio la leone vigliacco è uscito troppo tardi.
Mi rimaneva solo una porta chiusa davanti.
Ho provato a rincorrerlo.
Mi ero innamorata di lui abbastanza da voler salutarlo con un chiarimento.
Il mio stupido coraggio era venuto fuori nel momento in cui lui aveva deciso di non cercarmi più.
Paradosso. La mia vita era solo paradosso.
Io lo cercavo con una finalità.
Carica di una determinazione che non avevo mai avuto.
Consapevole che questo passo sarebbe stato significativo per me stessa.
Non sarei mai più stata la curiosa tartaruga vigliacca che si ritrae davanti alle circostanze della vita.
Il mio stesso sentimento per Luca, il rispetto che gli portavo finalmente mi avevano arricchito della determinazione che mi occorreva. Avrei accettato qualunque conseguenza, ben sapendo che da questa decisione la mia autostima da bambina sarebbe diventata un adolescente.
Un passo che per me avrebbe significato crescita.
Ora era lui a impedirmi di spiegare.
Era troppo tardi.
Alla mia autostima toccava rimanere bambina?
Continuavo a cercarlo perché non accettavo questo paradosso.
Lo chiamavo al cellulare per chiedergli un ultimo appuntamento.
Un ultimo appuntamento che sarebbe stata la chiacchierata più significativa della mia vita.
Solo il suo cellulare non rispondeva mai.
La segreteria o estranei mi dicevano che lavorava, che era impegnato, che avrebbe richiamato lui.
Probabilmente lui si sarà sentito perseguitato dalla cottarella di turno che non vuole essere scaricata.
“Ti prego Luca, dammi un ultima possibilità adesso che c’è questa determinazione! Aiutami a crescere!”, pregavo dentro me stessa, stringendo tra le mani il mio cellulare.
Lui non mi ha mai richiamata.