Erano pochi e rari momenti.
Riflettevo se i miei tormenti interni avrebbero trovato conforto in una figura materna positiva.
Mi domandavo se una madre empatica nei miei confronti mi sarebbe stata di aiuto.
Avevo del tutto perso quella pace fatta di artificio.
In pochi mesi era ritornata l’ordinaria follia.
In casa sembrava che si aspettassero da un momento all’altro l’ennesimo grossolano errore.
Stavo di nuovo affogando nelle sabbie mobili e non trovavo nessun appiglio…Avevo Valentina ma lei non mi bastava.
Sentivo il bisogno di braccia, esperienza e parole di una persona indurita dagli anni, indurita dalle quotidiane battaglie della vita.
I famosi adulti saggi.
Solo non ne avevo nessuno nelle mie vicinanze.
Mia madre e mio padre erano esclusi.
Ero circondata da adulti ma con nessuno avevo un rapporto tale da porte essere libera di dire:
“sono in difficoltà. Ho bisogno di aiuto. Di un consiglio. Di essere ascoltata”.
Ero sola.
Totalmente impossibilitata a confidarmi con chi che sia.
Avevo disperato bisogno di parlare ma anche di cibarmi di parole giuste.
Cercavo un rifugio ma non sapevo dove sbattere la testa.
Cercavo un incoraggiamento.
Cercavo chi poteva insegnarmi a vivere. A vivere bene.
Sarei dovuta essere felice. Almeno un pochino…invece i miei tormenti sembravano moltiplicati.
Stavo uscendo con Luca e ogni nostro incontro significava felicità. Spensieratezza.
Lui era la mia oasi nel deserto.
Un’oasi che tuttavia mi terrorizzava.
Tutto così semplicemente perfetto finché lui non mi ha invitato a passare tutto un giorno insieme.
Io e lui da soli.
In barca.
In costume da bagno.
Avevo le vertigini.
Dall’euforia alla tristezza più nera.
Come avrei potuto affrontare la cosa?
Mi sono sentita invadere dal terrore.
Perché non gli bastava quello avevamo già?
Lui doveva aver capito che ci fosse qualcosa che non andasse nella mia reazione al suo invito.
“E’vergine”.
Suppongo che abbia pensato questo…e magari fosse stato così semplicemente semplice.
Chiusa in camera mia, seduta vicino alla scrivania, con la testa tra le braccia mi dannavo a trovare una soluzione alle mie angosce.
Di rinunciare a lui non me la sentivo.
Avevo perso la testa, mi piaceva da matti.
Mi piaceva la Clara che lui mi aveva fatto scoprire….ma avevo raggiunto il limite oltre al quale non avevo il coraggio di andare.