117-fogli

Era così strano pensare a quale valore avesse assunto per me questo piccolo quaderno.
Più che un quaderno era una raccolta di fogli svolazzanti.
Il loro spessore aveva raggiunto un certo volume.
Un peso.
Un significato e un valore speciale.
Ogni foglio aveva perso la sua purezza per accogliere i miei sfoghi.
Riempito di parole che mi scorrevano dalle le mani come impazziti fiumi in piena.
Una sorta di elettrocardiogramma che dal cuore dettava obbligando l’inchiostro a quella frenetica tarantella.
Ero arrivata ad amare queste mie pagine.
Ecco i testimoni della mia passione.
I veri testimoni della mia via crucis.
I confidenti delle mie poche gioie e dei miei tanti dolori.
Questo mio scrivere era diventato salutare.
Mi sfogavo con la penna.
Attraverso questi fogli operavo una vera e propria catarsi della mia anima. Affidavo a loro il peso delle mie delusioni e me ne alleggerivo un poco.
Di fatto scrivere mi procura una sorta di sollievo immediato.
I benefici di questo mio confidente erano innumerevoli.
Mi avrebbero permesso di non dimenticare mai.
Mi avrebbero permesso di non ripetere errori imperdonabili.
Quando sarò madre a mia volta leggere le mie stesse parole mi aiuterà a ricordare la giovane Clara che ero e ciò che per me era significativo; e avrò così la possibilità di essere più vicina ai miei figli.
Un memento che mi aiuterà a capire i miei figli perché gli obblighi della vita a mio avviso ti fanno dimenticare ciò che sei stato.
Queste mie pagine mi aiuteranno a vedere di nuovo con gli occhi della giovane che ero ed parlare di nuovo in questa lingua da condividere con i miei ragazzi.
Una speranza che spero trovi conferma nella realtà.
Rileggere le mie stesse parole nel tempo, poi, mi aiutava a conoscermi più profondamente.
Una parola scritta di getto, una settimana dopo, era riletta, studiata e compresa sempre con più profondità.
Toccavo con mano la mia evoluzione.
Capire me stessa così bene mi aiutava a capire meglio gli altri.

Ancora li conservo.
Incapace di separarmene.
Li consegnerò alle mie bambine.
Un dono che permetterà di conoscere profondamente la loro mamma.
Loro non leggeranno un foglio stampato ma i fogli consumati, le parole scritte con la mia stessa mano.
Ancora scrivo.
A loro farò dono delle mie esperienze complete, perché questo blog sarà una finestra che presto, tra qualche milione di parole, sarà chiusa.
Chiusa perché non avrà più ragione di restare aperta.
In fondo questi sono capitoli chiusi della mia vita.
Capitoli che vogliono far riflettere, che vogliono creare discussione perché quello che è capitato a me non capiti ad altri.
Non giudicate, non criticate, rendete vostra la mia esperienza.

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