Non mentire.
Quanto ci avevi creduto veramente?
Tanto!
Diavolo!
Ci avevo creduto!
Ci avevo creduto tanto!
Ecco perché stavo così dannatamente male!
Stavo di nuovo di merda!
Ho fatto una promessa a me stessa: mai mi sarei fatta ingannare due volte dalla stessa persona.
Mai sarei ricaduta sullo stesso errore.
Erano dei pazzi.
Non mi illuderanno mai più.
Il sottile e fragile compromesso che ci eravamo imposte si è volatilizzato.
Eravamo di nuovo in guerra.
Avevo promesso di dimenticare.
Così avevo fatto.
Sono stata ingannata.
Sono stata ingenua.
Lei ha cercato la pace perché sapeva che saremmo stati dai suoi parenti.
Mi ha accontentata in tutto e per tutto per tenermi buona.
Per evitare che dal nostro strano comportamento, dalla nostra freddezza, dal nostro nervosismo trapelasse qualcosa.
Ha evitato che sorgesse il più piccolo dubbio, la più piccola domanda.
Si è assicurata che la tanto importante apparenza di famiglia perfetta non fosse intaccata.
E io ci sono cascata con tutte le scarpe.
Ho abboccato stupidamente all’amo.
Ho creduto a ogni sua parola fasulla.
Tornati a Roma ha confermato la sua verità.
“Quello che ti ho detto quel pomeriggio è tutto vero. Tuo padre la pensa esattamente come me. Io non dimentico mai”.
Mi ha illusa per calpestarmi di nuovo.
nemmeno la forza di chiederle:
“Allora perché mi hai mentito?”.
Lei non mi avrebbe risposto.
La verità mi si è rivelata da sola.
Mi aveva mentito spudoratamente per garantirsi la tranquillità delle sue vacanze estive.
Quanto può essere stata maligna?
Quanto sono stata cretina io da crederle ciecamente?
Avrei dovuto ascoltare i miei campalli di allarme che avevano suonato incessantemente ma che io avevo zittito perchè volevo credere alle sue parole.
Bugiarda e maligna lei, Stupida, credulona ed ingenua io.
Che andasse al diavolo!
Quanto è stata maligna!
Che strega!
Quanto sono stata stupida a crederci!
Mi sono sentita come se mi avesse pugnalato cento volte al cuore. Ecco il mio male, personale, il mio incubo, ecco la cattiveria.
Ho finito di essere ingenua.