91-zombie

Prossimi alla partenza estiva.
Destinazione: la Sardegna.
Mi sembrava una beffa.
Perchè vendere una casa di proprietà in un determinato posto per poi tornarci a pagamento?
La strana di casa sarei stata io!?
C’era una strana quiete tra me e mia madre.
Forse si erano parlati tra di loro?..C’era lo zampino di mio padre?…Quando mai…
La mia unica speranza era di vincere il Superenalotto e poter scappare da questa gabbia di pazzi…Figurarsi quanto stavo messa male nello sperare di trovare un ago in un pagliaio…
Sapevo bene che io e mia madre eravamo una pentola a pressione in procinto di scoppiare.
Continuava a leggere quanto scrivevo.
Perchè farlo se non gli importava più nulla di me?
Abitudine?
Curiositá?
Dispetto?
Non sarebbe cambiata mai. Finchè fossi rimasta sotto il suo stesso tetto non avrei avuto alcun diritto alla riservatezza.
Non capivo: non si riteneva più mia madre, allora in base a quale ruolo pensava fosse giusto violare la mia intimità?
Mi sembrava un conflitto di interessi. Che donna contraddittoria…Se glielo chiedessi già mi immaginavo la risposta:
“Perchè devo difendermi da te”.
Giusto, doveva pure difendersi dal demonio che ero…Già.
Pensare con quanta intensità da bambina avevo desiderato una famiglia e vedere come la mia storia personale si era evoluta mi feriva terribilmente.
Bizzarro: non vedevo l’ora di allontanarmi dal mio sogno di sempre.
Temevo che sarei diventata pazza da un giorno all’altro.
In definitiva era stato cento volte meglio l’orfanotrofio.
Lì ero stata trattata molto meglio.
Non mi avevano mai illusa.
Non ero mai stata psicologicamente maltrattata come hanno fatto e stanno facendo i miei “genitori”.
I loro discorsi mi facevano rivoltare lo stomaco.
“Questo è il ringraziamento per averti tirato fuori dalla merda?”,
“Non è neanche tanto colpa vostra. È la vostra brutta razza che è fatta così: le donne sono tutte puttane e gli uomini camionisti”,
“Voi non avete bisogno di amore. Noi vi abbiamo preso perché dovevate studiare e prendere la vostra strada”.
Frasi sempre di lei.
Lui sempre zitto.
Si dice che chi tace acconsente.
Mi facevano venire i brividi.
Le rispondevo:
“Tu non ti vergogni di quello che dici? Te sei orgogliosa dei tuoi natali perchè il popolo sardo è il popolo ariano!?”.
Avrebbero dovuto pensarci molto più attentamente.
Il passo decisivo era stato compiuto proprio da loro.
Se dubbiosi avrebbero dovuto lasciarci a qualcun’altro.
Qualcuno con un desiderio maggiore, con certezze più forti.
Inspiegabilmente mi era più facile immaginare me e mio fratello dentro un’altra famiglia, ma non altri bambini insieme a loro; era come se avessi avuto la certezza che per loro sarebbe stato problematico con chiunque fosse loro capitato.
La realtà, tuttavia, era che proprio noi eravamo capitati proprio a loro.
Eravamo qui per un desiderio formulato da Barbara ed Ennio.
Nessuno li aveva obbligati.
Non siamo stati un dono offerto da un terzo.
Siamo stati una loro espressa decisione.
Avrebbero voluto poter darci indietro come un cucciolo che si è dimostrato troppo vivace?
Perché non hanno adottato a distanza?
Sarebbe stata la soluzione migliore per il loro punto di vista: aiutare un bambino a screscere, a studiare e sostenerlo a trovare la sua strada.
Un aiuto finanziario che non avrebbe avuto alcuna pretesa di tipo emozionale o sentimentale. Esattamente ciò che si sarebbe meglio adattato al carattere dei miei genitori.
A nessuno sarebbe stato attribuito un ruolo fasullo.
Sarebbero stati solidali con uno o più bambini meno fortunati e la loro coppia avrebbe vissuto una vita più facile.
Una palla al piede.
Una croce.
Non esiste incubo peggiore per una ragazza adottata che rendersi conto di rappresentare questo per i propri genitori adottivi.
É di moda parlare di zombie; peccato non siano una banale finzione cinematrografica: esistono: uomini e donne uccisi dai propri sogni, dalle proprie speranze, dai propri bisogni.
Cadaveri ambulanti svuotati, per i quali persino l’ossigeno risulta pesante e doloroso da respirare.
Il loro cuore morente batte a stento solo per ricordare loro la ragione della loro dipartita.
Vivono per morire ogni giorno.
Questo ero diventata io.

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