78-oasi

Clara la puttana.
Sono anni che questa sentenza le esce dalla bocca.
Ora le usciva con molta più frequenza.
Dovuto al fatto che mia madre mi vedeva uscire solo dopo un’attenta preparazione?
Al fatto che quando lei mi chiedesse con chi stessi uscendo io le rispondessi sempre con nomi differenti?
Tutti i ragazzzi dai quali ho accettato un’appuntamento avevano un’altissima considerazione di me.
Si contavano sulle punte delle dita di una mano quelli a cui avevo concesso un bacio.
Ed era questa la concessione più alta per me.
Non ero pronta ne disposta ad offrire altro.
Questo faceva di me una poco di buono?
Perchè chi dovrebbe essere padrone della verità la nega?
Perché mia madre si è convinta di questa realtà distorta?
Lei potrebbe capirmi più di qualunque altra persona al mondo.
Tante attenzioni da parte dell’altro sesso mi procurano un’esultanza pari alla vita di un fiammifero.
Sapere di essere considerata bella era molto piacevole.
Solo il mio entusiasmo era direttamente proporzionale alle loro attenzioni.
Come a chiunque altro amavo essere ricorperta di attenzioni, ma quando capivo che il mio corteggiatore di turno era troppo preso da me e cominciava a far intendere di volere un impegno costante e duraturo da me, io non mi esaltavo: mi si gelava il sangue nelle vene.
Quello era il momento in cui mi costringevo a fare marcia indietro.
A fuggire.
A scappare.
Non ero disposta a concedere o condividere ciò che mi facevo ribbrezzo di me stessa.
“Ho scoperto di provare qualcosa per il mio ex. Te lo dico per correttezza. Meglio non vedersi mai più”.
Frase che ho detto anche a persone che mi interessavano davvero, ma da cui io sentivo il bisogno di allontanarmi.
Di fuggire.
Preferivo questa bugia piuttosto che dire la verità.
Preferibile la bugia dell’ex fidanzato piuttosto che dover dire:
“Guarda che non sono bella come pensi: da piccola mi sono bruciata con fuoco e benzina: ho delle brutte cicatrici sulle gambe…Non piacciono a me: figuarsi se possono piacerti a te. Odio farmi vedere senza vestiti; d’estate mi deprimo, divento noiosissima, non acetto inviti al mare o in piscina o in posti in cui si deva stare in costume da bagno. Sesso? Con me non esiste. Penso che non avrò mai il coraggio di farlo…Adesso che sai la verità vuoi comunque stare con me?”.
chi mai avrebbe avuto il coraggio di accettare?
L’amore puro?
Non credevo che esistesse.
Non per un ragazzo della mia età.
A diciotto anni la battaglia interna degli ormoni regna sovrana.
Anche sul cuore.
Io combattevo già troppe battaglie per, rinunciavo ad una guerra che sapevo avrei perso e dalla quale sarei uscita annientata.
Essere trattenuta nella prigione dei propri complessi ed essere ritenuta una troia in casa era semplicemente paradossale.
Mi sentivo annientare da un doppio tormento: ero stanca di vivere nel mio mondo di catene mentali, illusioni, disillusioni…e la bassa considerazione che si aveva di me in famiglia.
Avevo solo dolore e piccole isole nelle quali potevo dimenticare per qualche tempo la mia tristezza. Oasi dalle quali scappavo io stessa per non farle diventate il mio incubo.
Quando sarebbe arrivato per me il momento della felicità?
Di quella vera.
Nel profondo del cuore sentivo di meritarla.

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