Inaspettato.
Semplicemente è successo.
Il mio primo vero bacio è arrivato.
Ho un ricordo molto tenero, quasi buffo, dell’accaduto.
Mia madre era dovuta volare in Sardegna a causa di un decesso improvviso.
La nostra vacanza estiva è continuata in compagnia di nostro padre. Ci trovavamo in Abbruzzo.
Tutto sembrava scorrere con scioltezza e facilità.
Quell’anno abbiamo fatto varie conoscenze.
La più particolare delle quali è stato Marco.
Un bel ragazzetto che mi ha invitata ad una solitaria passeggiata a Pescasseroli.
Non mi sembrava vero.
“Papà, un ragazzo mi ha invitata ad uscire insieme…Mi dai il permesso? Posso?”.
Senza sapere il motivo mi sono sentita in dovere di dirgli la verità. Mio padre mi stimolava alla sincerità. Mi sembrò normale non dovergli celare nulla. Se ci fosse stata mia madre non avrei saputo come gestire la situazione.
“Chi è? Dove volete andate?”
“Marco, l’ho conosciuto quì e comunque staremo in giro per il paese”
“Per me va bene; vai, però, mi raccomando: sale in zucca”.
Sapevo che alla mia spontaneità mia padre avrebbe risposto positivamente.
O semplicemente mi ero sbagliata e lo avevo preso in contro piede?
Ho preferito pensarla positivamente; facile: domande, risposte: frasi vere, dirette.
Ho trovato molto bello poter parlare con tale franchezza con mio padre.
Mi guardava stupito, con un lieve sorriso sotto i baffi mentre mi vedeva correre in bagno ogni dieci minuti.
La mia vescica aveva perso il controllo?
Ero nervosa, una molla pronta a scoppiare.
Mi guardavo allo specchio trovando sempre qualcosa fuori posto.
“Torna presto”, è stato il saluto prima che uscissi.
Ad ogni passo percorso mi domandavo del perchè fosse stato tanto semplice e naturale l’aver potuto ritagliare quel piccolo spazio per me.
Sapevo con certezza assoluta che con mia madre ciò non sarebbe mai accaduto.
Già la immaginavo nell’atto di urlarmi contro:
“Subito ad aprofittare della mia assenza, eh? Svergognata!”.
Con mio padre era stato così semplice, naturale.
Mi ero sentita libera di esprimermi.
Altra ipotetica frase sarebbe potuta essere:
“Ok, esci, ma con te viene tuo fratello!”.
Brividi di freddo al solo persiero!
A reagire in modo inaspettato è stato effettivamente Javier.
Non sentendomi per casa, ha chiesto a mio padre dove fossi.
“È uscita: un appuntamento con un ragazzo”.
Veloce come un fulmine ha preso la bicicletta ed cè orso a cercarmi per il paese.
Non mi ha trovata se non sulla via del ritorno.
“Con chi sei uscita?”
“Ma che vuoi? Fatti gli affari tuoi!”
“Tu dimmelo e basta”
“Da quando così interessato a me? Non te ne è mai fregato niente della mia vita..”
“Marco? Mi è sembrato di vederlo in giro…Tanto lo verrò a sapere!”, si è allontanato un po’ arrabbiato con l’atteggiamento tipico di chi si sarebbe vendicato di uno scocciatore.
Mi ero incontrata con il mio corteggiatore.
Tesi come giunchi ci eravamo salutati con un rigido e forzato ciao.
Sembravo aver perso la facoltà di formulare delle frasi di senso compiuto.
Consapevo che la mia improvvisa rigidezza era dovuta al fatto di trovarmi di fronte ad una situazione si, attesa, ma del tutto nuova per me.
Non mi capacitavo però, del nervosismo di Marco.
Non sarebbe dovuto essere l’uomo?
L’orgoglioso direttore d’orchestra di un appuntamento romantico?
Ho reagito con un accenno di delusione poi la titubanza tenera di lui ha portato sicurezza a me. Inesperienza? Non ammetterla mai.
Dovevo manifestare la sicurezza di una veterana.
L’incertezza della voce di lui mi ha fatto stringere il cuore.
“Vuoi una mentina?”, disse quasi balbettando mentre mi avvicanava una mano tremolante.
Lo avrei abbracciato per confortarlo.
Sembravamo la pantomima di un fotoromanzo.
Era un bel ragazzo; perchè tanta timidezza?
Non poteva essere un novizio come me.
Ho preso la caramella balsamica.
Sarebbe stato vergognoso avere l’alito pesante.
“…Emh…Mi devo scusare, ma è passato tanto tempo dall’ultimo ragazzo che ho avuto, perciò potrei aver perso la mano…”, bugia.
“Quanto tempo?”, ha chiesto curioso lui.
“Sai che non me lo ricordo neppure? Comunque non mi interessa: farò come se questo fosse il mio primo bacio”, mezza verità.
Oggi rido di questi ricordi.
Stupita più da me stessa che da lui mi sono accostata e mi sono presa ciò che desideravo.