53-esami

Esami di quinta elementare superati senza problemi.
Alla grande.
Sapevo sarebbe stato così.
Me lo sentivo prima che tutto avesse inizio.
Ho affrontato gli scritti senza problemi: ho scelto di sviluppare il tema in cui si richiedeva di parlare della persona più significativa della nostra vita e di giustificare la scelta.
Chi ho scelto?
Tra la vastità delle mie conoscenze ho scelto mia madre.
Non chiedetemi perché: me lo domando a tutt’oggi.
Mi sono infilata in un’impresa titanica.
Potessi tornare indietro nel tempo sceglierei Sailor moon, Topolino, Sonia e la sua posta…Babbo Natale…Sapendo scrivere avendo saputo farlo da molto tempo so per certo che ne sarebbe uscito fuori qualcosa di buono.
Io invece ho scelto mia madre.
Ho fatto una lunga lista.
Tutti i suoi difetti.
I difetti che vedevo allora: urla troppo, mi fa pulire troppo, mi fa vedere poca televisione, non mi lascia mangiare come vorrei, mi fa uscire poco con le amiche, non le piace portarmi al parco…una lunga lista di cui non ricordo molto.
Ricordo però la conclusione: al di là di tutti i suoi difetti io avrei sempre scelto lei come mia madre perché lei era l’amore della mia vita.
Per molti anni non mi ero ricordata del suddetto tema.
A riportarmelo alla memoria è stata mia madre. Durante una nostra litigata. Lei ha ammesso di essersi vergognata a leggerlo: non era stato carino fare una lista nera di quelli che io ritenevo fossero suoi difetti. Ha ammesso di esserci rimasta male.
Le sue parole mi hanno zittita. Era vero. Aveva ragione. Ero stata scorretta. Lei, tuttavia non aveva letto con attenzione.
Il tema mi chiedeva di descrivere quale fosse la persona più importante della vita ed io avevo scelto lei.
Avevo concluso il tema con una dichiarazione d’amore che lei non ha mai visto perché troppo impegnata a vedere la descrizione dei suoi difetti.
Perché mia madre non ha mai visto le parole di cui mi sono servita per dire che era l’amore della mia vita?
Se il mio scritto non è piaciuto mia madre di certo è stato gradito da chi di competenza.
Mi sentivo tanto sicura di me stessa che mi è andata bene anche con gli scritti di matematica. Davvero incredibile.
Ero così spavalda che quando le maestre hanno chiesto se ci fosse un volontario, io ho alzato la mano e mi sono offerta come prima.
Dieci minuti ed era finito tutto.
libera.
Libera di iniziare le medie e fiera di aver finito le elementari.
Sarei scorretta se non lo dicessi: i miei mi hanno riempita di complimenti.
Lodi e un regalo da scegliere.
Non ricordo quale premio avessi deciso di concedermi ma gli occhi orgogliosi, il sorriso, il calore dei miei genitori lo ricordo bene.
Mi sentivo non più piccola piccola ma un gigante che avrebbe fatto di tutto per vedere il più a lungo possibile quella luce che sembrava circondare la mia famiglia.

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