47-breve libertà

Hanno mantenuto la promessa la nostra settimna bianca è arrivata.
I nostri genitori pretendevano molto ma premiavano sempre i nostri sforzi.
Eravamo euforici già durante lo shopping. Tute da neve, scarponi, scii… Sembrava ci avessero regalato diamanti. Pazzi di gioia metevamo tra le mani le nostre nuove conquiste sognando il momento in cui le avremo indossate.
Chiunque incontrassiamo era destinato alla frase: “Lo sai che tra poco andremo in settimana bianca!?’.
Non sapevamo nemmeno cosa significasse ma dovevamo condividere la nostra felicità con chiunque ci conoscesse.
Ricordo ancora il nome dell’albergo: Pizzalto. Una grande edifico bianco incorniciato dai fitti balconi rivestitit di lego scuro. L’intensità di quel marrone spiccava su quel mondo bianco nel quale eravamo arrivati.
Neve. Neve ovunque. Mi sono sentita in paradiso. Persino il vento gelato che mi colarava le gote di rosso mi piaceva. Fissavo incantata quel mondo nuovo. Freddo ma bellissimo.
Con curiosità ammiravo fitti puntini colorati che sembravano ballare sulla neve. Scivolavano con grazia giù dai pendii delle montagne; per un attimo mi sembrò non difficile da fare. Con frenesia aspettavo il momento in cui avei messo gli sci ai piedi.
Al nostro arrivo in albergo ci hanno trattato come se fossimo delle massime autorità. Il personale ci ha coccolato e trattato con la massima professionalità. Mi vedevo circondata da un lusso che potevo ammirare per la prima volta. Ai miei occhi ero circondata dal meglio che potessi avere.
Eravamo in compagnia della famiglia di un collega di mio padre, perciò neppure la compagnia ci mancava.
Con entusianmo abbiamo indossato tute, scarponi e sci. Marco e Fabio sono partiti in quarta. Contagiata dalla loro spontaneità ho cercato di seguirli.
Ho tentato.
Avevo totalmente dimenticato un particolare: io non sapevo sciare.
Con la consapevolezza è arrivata anche la paura. Sarebbe stato bello semplicemente giocarci con la neve…Non dovevo mica sciare per forza…Avrei potuto prendere il sole insieme a mamma..Vedere mio fratello muoversi titubante ma voglioso e determinato ad imparare mi ha portato a reagire a dispetto dei miei timori. Dopo aver imparato un lento ed impacciato spazzaneve si è deciso di prendere un maestro che ci insegnasse le basi.
E’ stata una settimana di puro divertimento.
La mattina ci riempivamo la pancia con una ricca colazione e poi sciavamo per l’intera giornata. Talmente era la nostra passione per lo scii che non ci fermavamo neppure per pranzo.
Ci rifacevamo la sera. Le cene più gustose di tutta la mia vita.
Movimento, ozio e buon cibo.
La settimana perfetta. Per ognuno di noi. Ci sembrava di ricaricarci e allo tempo toglierci di dosso lo stress accumulato.
Era come aver la possibilità di evadere per un tempo limitato dalla propria quotidianità. Concedersi una pausa dalla propria vita. Qualunque essa fosse. Poter godere di quanto era a portata di mano senza dover pensare ai doveri che il proprio ruolo imponevano. Madre, padre, figli. Senza cessare di prendersi cura l’uno dell’altro avevamo la possibilità di assaporare una breve ma intensa libertà. Come se ci fosse stato detto: “Pensate solo a divertirvi, a scegliere quello che desiderate”.
Tempi brevi che volavano via veloci ma che ci lasciavano soddisfatti.

Lascia un commento